Cosa vedere a Ischia

Il Castello Aragonese di Ischia
Il Castello Aragonese di Ischia sorge su un isolotto di roccia collegato da un ponte in muratura lungo 220 mt.
La base rocciosa raggiunge un'altezza di 113 mt. e presenta una superficie di circa 56.000 mq.
Vi si accede attraverso una mulattiera o a mezzo di un moderno ascensore per facilitare la Salita.
La mulattiera si sviluppa, per il primo tratto, in una galleria scavata nella roccia (per volontà di Alfonso I d'Aragona alla metà del Quattrocento) per poi proseguire all'aperto fino a raggiungere la parte più alta dove è situato il Maschio.
Da questa strada principale se ne dipartono altre minori che servono gli edifici e i giardini della rocca.
L'ascensore raggiunge invece i 60 mt. ed il suo percorso è interamente ricavato all'interno della viva roccia.
L'edificato ricopre una modesta parte della superficie complessiva per lo più occupata da ruderi e terre coltivate; quella che era la fisionomia densamente costruita ritratta dall'iconografia settecentesca è stata in buona parte cancellata dagli eventi bellici dei primi dell'Ottocento, cui sono seguiti lunghi anni di abbandono.
Soltanto ai primi del Novecento è iniziata una campagna sistematica di restauri, ancora in corso, che ha restituito e continua a restituire una dignità architettonica a questo imponente complesso monumentale.
Indiscutibili dominanti nell'immagine del Castello sono le sagome della residenza reale, denominata Maschio (che non si visita), e posta sul punto più alto del versante nord orientale, e della cupola della Chiesa dell'Immacolata, contrappunto centrale di tutto l'isolotto.


Il Fungo Lacco Ameno

Lacco Ameno d’Ischia è caratterizzato da uno scoglio chiamato "il Fungo", per la sua forma singolare situato a breve distanza della riva. E' un enorme masso di tufo verde alto 10 metri precipitato dal Monte Epomeo(Ischia).
Scolpito dall'acqua e dal vento in quella particolarissima forma che ne ha fatto il simbolo del Comune e che si trova all'inizio del porticciolo della Marina di Lacco Ameno(ischia).
Dal 1987 si è dato avvio ad un progetto di consolidamento dello scoglio.


Baia di S.Montano lacco Ameno Ischia

Splendida baia dove si distende l'omonima spiaggia, unica nel suo genere in quanto offre anche a chi non sa nuotare, grazie al fondale marino sabbioso e basso, la possibilità di bagnarsi e passeggiare nel mare allontanarsi dalla riva per diversi metri (come la riva Adriatica). Nella bella Baia Di S.Montano (Lacco Ameno Ischia) si trovano anche i bellissimi Parchi termali con i suoi centri benessere.

GIARDINI POSEIDON FORIO ISCHIA

Il Parco termale dei Giardini Poseidon, si trova a Forio d’Ischia nella bellissima Baia di Citara.
Il parco è il più grande dell'isola e dispone di 20 piscine termali curative, tre delle quali in una grande serra coperta, ognuna con una propria temperatura costante da 16 a 40 grandi centrigradi.
Le sorgenti sono ipertermali, fortemente mineralizzate, di tipo salso-bromo-iodiche e salso-solfatoalcaline.
Data l'abbondanza, l'acqua viene costantemente rinnovata giornaliermenta.
L'ambiente è ecologicamente intatto, un'oasi di pace in 50.000 metri quadrati di giardini con piante e fiori di ogni tipo, un autentico "paradiso" termale in riva al mare!
Le indicazioni per le cure sono tantissime: reumatismi, artriti croniche, fibrositi, lussazioni, flebiti, affezioni ginecologiche, perivesciti post-operatorie, catarri cronici, sinusopatie, disturbi circolatori, obesità.
E inoltre massaggi di diversi tipi, fisioterapia, inalazioni, cure estetiche e di bellezza, sauna, massaggi subacquei, massaggio giapponese, gruppi Kneipp.
A completamento, una grande spiaggia attrezzata con sdraio, lettini prendisole e ombrelloni, boutique e ristoranti vari, uno dei quali ubicato in una bellissima grotta di tufo locale.
Le piscine Termali dei Giardini Poseidon sono state costruite tutte secondo i più moderni dettami della medicina e della tecnica.
Nel grandioso parco termale Giardini Poseidon di Forio d’Ischia l'assorbimento degli elementi salini avviene sia direttamente durante i bagni, a livello cutaneo, sia per assorbimento dei microcristalli che, una volta evaporata l'acqua, restano a ricoprire il corpo.
Le particolari condizioni climatiche ed ambientali, con l'effetto delle pratiche elio-marine, completano i vantaggi terapeutici termali, formando un cocktail formidabile.
Giardini la Mortella Forio Ischia William Walton (Oldham, Inghilterra, 1902 - Forio, Ischia 1983) è stato uno dei principali musicisti inglesi del ventesimo secolo e ha vissuto a Ischia dal 1949 nei dintorni di Forio, uno dei villaggi più pittoreschi dell'isola d’Ischia.
"La Mortella" è lo splendido giardino, oggi aperto al pubblico, creato da Susana Walton , la moglie argentina di William .
Nel 1956 il famoso architetto paesaggista Russell Page disegnò l’impianto del giardino
integrandolo fra le pittoresche formazioni rocciose di origine vulcanica.
La Mortella è divisa in due parti: un giardino più basso nella Valle, ed un giardino superiore sulla collina; si estende per un'area di circa 2 ettari ed ospita una raccolta di più di 3000 specie di piante esotiche e rare. Tutto il giardino è disegnato con abilità ed è arricchito da fontane, piscine, corsi d’acqua che permettono la coltivazione di una superba collezione di piante acquatiche come papiro, fior di loto e ninfee tropicali Le varie zone del giardino sono connesse con viali, sentieri, scalette e muri a secco, che di terrazza in terrazza spingono il visitatore in alto fino alle splendide vedute sulla baia di Forio d’Ischia.
Nel giardino si trovano collezioni di piante originarie da diversi paesi, come felci arboree dal continente Australe, Protee e Aloe dal Sudafrica, Yucche e Agavi dal Messico, e poi Magnolie, Camelie, Bauhinie, Palme, Cicadacee.
Un accogliente bar è incastonato a metà collina dove, in grande tranquillità, potrete gustare un ricco the oppure un cappuccino accompagnato dalla musica del Maestro.
Un angolo del giardino ospita invece la Sala Thai, un luogo di meditazione thailandese, piacevole sosta per i visitatori davanti ai fiori di loto.
Nel museo è conservata una bellissima collezione di immagini realizzate dal grande Cecil Beaton, l'artista fotografo che ha attraversato tutte le avanguardie del secolo scorso.
Anche il celebre disegnatore Lele Luzzatti ha lasciato una sua deliziosa testimonianza realizzando un fantasioso e coloratissimo teatrino.

SANT’ ANGELO ISCHIA

SANT’ Angelo D’ISCHIA è certamente una meravigliosa esperienza.
Alla costa sta attaccato un grazioso sobborgo, un tempo primitivo villaggio di pescatori, mentre troneggiante verso il mare si stacca una penisoletta detta «Torre di S. Angelo».
Come una grande groppa di un cammello essa avanza verso il mare.
Nei suoi dintorni abbondano acque termali, sollievo dei sofferenti.
Dal fianco di una collina sorge abbondante acqua termale che alimenta le Terme giardino di Aphrodite, luogo di gioia e di sogno.
Lungo la spiaggia che porta alla Marina dei Maronti vi sono le famose Fumarole.
Qui bisogna stare attenti a non camminare a piedi scalzi poiché la sabbia è bollente.
Da Ischia Porto si può raggiungere S. Angelo per due diversi itinerari:
Il primo noleggiando un’Auto o uno Scooter oppure prendendo un autobus di linea, attraversando i Comuni di Casamicciola Terme Ischia, Lacco Ameno Ischia, Forio d’Ischia passando poi per una vasta e riposante distesa di vigneti.
Il secondo itinerario vi porta via Barano: attraverso questo percorso si ha modo di osservare la parte collinosa e montana dell'Isola.
Infatti con l’ Auto Lo Scooter o l'autobus, attraversando vigneti, montagne e zone d'eterno verde, tra strade serpeggianti e profumi di erbe silvestre, vi consegna d'improvviso alle lusinghiere carezze del paesaggio santangiolese.
Questa penisoletta non ha uguale nel territorio geografico nazionale, attualmente le vecchie case di pescatori che sorgono alle radici del monte, sono confuse ai lussuosi alberghi che fanno di S.
Angelo d’Ischia , una piccola Capri.
A S. Angelo d’Ischia si prova un senso di grandioso riposo in quanto nei mesi estivi viene bandito il transito delle auto.

MONTE EPOMEO ISCHIA

E' la cima più alta dell'isola d'Ischia e raggiunge i 789 metri.
Al suo nome si sono dati diverse derivazioni, ma le più attendibili sono: Epopon o Epopos che significa "io miro", io guardo altri (Baldino) fanno derivare il nome Epomeo dal greco Epopeus (in latino Epomeus) guarda intorno ovvero "monte che sovrasta tutte le sorgenti".
Per La martine l'Epomeo era «luogo paradisiaco dove l'anima si innalza a Dio e dal quale l'occhio beato si espande in un panorama incantevole e meraviglioso che nessuna penna potrà riprodurre, dove si vive l'aria di un altro mondo».
L'Epomeo ha presieduto da signore ai movimenti tellurici ed alle violente eruzioni dell'isola, un tempo zona vulcanica molto attiva, nota e temuta anche in età romana, fino all'ultimo fenomeno registrato, nel 1301, con la famosa eruzione dell'Arso, oggi ancora ridente di ville.
La sua vetta si può raggiungere, tra percorsi di suggestione incredibile, muovendosi da Fontana: sventrate le pendici del monte, una strada asfaltata vi condurrà a soli venti minuti di cammino dalla cima.
Salendo, a piedi o cavalcando uno degli asinelli che sempre aspetta a Fontana, tra pendici, margini di valloni, selve e piani, colli, giravolte, si giunge alla sommità dove si potranno mirare l'Eremo di San Nicola e il Picco dell'Epomeo.
La vetta è costituita da un enorme masso di tufo verde nel quale sono scavati i locali dell'ex eremo e la chiesetta dedicata a S. Nicola di Bari.
Una volta in cima, l'anima si stacca dalle bassezze del mondo e in quella bellezza di luce e aria pura si spiritualizza quasi afferrando visioni d'infinito.
Ischia balneare, Ischia chiassosa, Ischia notturna, qui vengono messe da parte e il turista gode sublimi visioni, e l'isola, tra le tante attrattive turistiche, offre anche tanta pace e solitudine.
Qui sono banditi gli impegni e tutto ciò che ha reso schiavo l'uomo.
Qui si respira in libertà e a pieni polmoni aria ossigenata, fuggendo ai ripetuti sguardi di occhi indiscreti, correndo per le aperte campagne e in cima al monte.
Una giornata all'Epomeo rimarrà indelebile: da questo mondo di fascino e di purezza si godono panorami esaltanti; si domina l'intera isola, si possono ammirare Capri, Ponza, a quasi cento chilometri di distanza, Gaeta a Nord.
A mezzogiorno il mare si perde verso lontani lidi, mentre a Est si presenta Napoli con il suo Vesuvio, e giù fino alla catena dei Lattari ed alla penisola Sorrentina.
Ma l'Epomeo è colmo anche di anni di storia civile e religiosa: il turista, giungendo sulla cima del monte trova scavata nella roccia tufacea una chiesetta con annesse celle e corridoi che portano da un lato all'altro della montagna.
La chiesetta già esisteva nel 1459, come conferma Pontano nel suo«DE BELLO NEAPOLITANO», nel quale racconta, parlando della battaglia tra Giovanni D'Angiò e le truppe dell'Ammiraglio Poo, che questi ascendeva silenziosamente l'Epomeo in cima al quale, vi era una chiesetta dedicata a San Nicola di Bari.
Non si è storicamente sicuri di quanto furono scavate le grotte e se servirono di rifugio al cristiani nei primi tempi del cristianesimo oppure furono agli abitanti dell'isola che vi si trinceravano per sfuggire agli assalti dei pirati.
Quest'ultima tesi viene supportata dal fatto che da un lato del monte sino al 1464 esisteva una bastia, costruita già da molto tempo, proprio per accogliere gli isolani dai frequenti e improvvisi attacchi del turchi.
L'Epomeo durante le incursioni dei pirati e nel periodo di ogni guerra fu un ottimo punto di avvistamento. Le terre napoletane e romane venivano avvisate con potenti fumate dal pericolo di navi nemiche, fossero esse navi pirate o legni nemici.
Ora che le vele dei pirati naviganti nel golfo sono passate alla legenda, e che sono scomparsi i fragori delle armi e le barbe fluenti dei misteriosi eremiti, per gli antri di tufo verdastro, sulla cima rinnovata dal progresso, un albergo modesto, senza le civetterie cittadine, ma arredato di un comfort di una vita semplice, accoglie il turista.
Le celle sono state trasformate in stanzette rustiche ma decenti, nel corridoio dal profumo di calce viva non vi sono pitture ne decorazioni dallo stile classico, ma il sole che dipinge coi suoi colori quando sorge e quando tramonta, mentre l'allegria viene offerta dagli usignoli e dalle cinciallegre.

BAIA SI SORGETO FORIO ISCHIA

Chi viene a Ischia ha come Tappa obbligata nella frazione di Panza nel comune di Forio d’Ischia è la baia di Sorgeto, uno dei luoghi più incantevoli e Suggestivi dell’isola
d’Ischia.
Incastonata tra due promontori, l’insenatura offre allo sguardo uno spettacolo di rara bellezza, immersa com’è in uno scenario naturale ancora selvaggio e, a tratti, ostile.
L'accesso alla baia è dato da un' ampia scala che conta 214 gradini, ma è possibile raggiungere Sorgeto anche via mare grazie alle barche taxi che ben la collegano al vicinissimo porto di S. Angelo.
Luogo ideale per chi ama trascorrere giornate serene in completo relax, la baia di Sorgeto Forio d’Ischia è famosa in tutto il mondo per le sue rinomate “acque calde”.
Diverse venature termali scorrono infatti lungo tutta la baia, ma è da un’unica fonte che l’acqua sgorga sempre con impeto e in abbondanza.
La sorgente, che fuoriesce dai piedi del costone a una temperatura costante di 90°c, si mescola immediatamente con l’acqua salata del mare e si formano in questo modo vasche naturali di diversa gradazione, più calde in prossimità della riva e più tiepide man mano che dalla riva ci si allontana.
E’ oggi opinione assai diffusa che il nome “Sorgeto” derivi appunto dalle sorgenti termali presenti nella baia.
Altri, invece sostengono che l’etimologia sia da ricercare in “Salicetum”, nome latino per saliceto, cioè luogo piantato a salici.
Nel corso del ‘500 il medico calabrese G. Jasolino per primo esaminò tutte le acque termo-minerali che affiorano sull’isola per studiarne gli svariati effetti curativi.
A proposito di Sorgeto, Jasolino ne giudicò la corrente calda “giovevole alle gotte, alla frigidità e alla sterilità”.
Chi, comunque, si è bagnato nel “mare caldo” di Sorgeto con una certa costanza, è pronto a giurare di aver tratto giovamento da malattie quali reumatismi, da affezioni cutanee tipo psoriasi, da dolori muscolari e tante altre forme di malanni minori.
Anche il mito ha cercato di dare una spiegazione al “benefico calore” delle acque ischitane.
A tal proposito si narra infatti che Tifeo, ribellatosi a Giove, fosse stato da questo ultimo incatenato sotto l’ Epomeo. Venere, commossa dal dolore del gigante, scese dall’ Olimpo per confortarlo col suo amore concedendogli che i “suoi patimenti andassero a tutto beneficio dell’ umanità ”dolorante.
Particolare importanza è da attribuire anche alle cure estetiche che si praticano a Sorgeto.
Grattando infatti sulle pietre di tufo sparse per la baia, se ne ricava del fango grezzo da spalmare sul viso e sul corpo che si lascia poi asciugare lentamente dai caldi raggi del sole.
Fango naturale e acqua termale contribuiscono insieme a depurare la pelle, rendendolapiù liscia e splendente.
Per le sue salutari caratteristiche, Sorgeto è frequentata di giorno soprattutto da anziani. Di notte però la scena cambia: coppie di giovani innamorati si immergono nelle bollenti lacrime di Tifeo per trascorrervi, complice la luna, romantiche serate indimenticabili.
Viva la testimonianza del passato vulcanico dell’isola d’Ischia, la baia di Sorgeto ha di recente acquistato anche una rinomanza archeologica.
Sul suo costone infatti, in Punta Chiarito,è stata ritrovata un' antica abitazione Greca risalente risalente al VII secolo a.C. a conferma del fatto che Ischia fu una delle prime colonie della Magna Grecia.
Ancora lontana dai circuiti del turismo di massa e sconosciuta ai più, la baia di Sorgeto è un piccolo paradiso in miniatura, un’oasi ritemprante unica al mondo ed è senz’altro uno dei pochi posti sull’isola dove è possibile fruire gratuitamente delle terme in spiaggia. Sorgeto: il Paradigma del riposo intelligente

CHIESA DEL SOCCORSO FORIO ISCHIA

La posizione della chiesa Sulla punta del promontorio del Soccorso chiamata anche "punta del Soccorso" si trova una terrazza belvedere che gira intorno la chiesa sui tre lati che affacciano a mare.
La terrazza è un prolungamento del sagrato con tipici sedili di pietra ed al centro una croce di pietra, il cui basamento è rivestito di piastrelle maiolicate.
Dal bevedere si può scorgere in alcuni giorni l'isola di Ventotene e se si è fortunati si può assistere alla magia del Raggio Verde (frutto della rifrazione della luce solare da parte dell'atmosfera, più evidente al tramonto, quando i raggi solari radenti attraversano uno strato d'aria più spesso).
Alla chiesa vi si accede per una strada che passa davanti al palazzo del Municipio e si apre in una larga piazza denominata "Piazzale Papa Giovanni Paolo II".
E' un posto unico, sicuramente il più bello di Forio d’Ischia, dove si respira un atmosfera stregata...
la vista sul mare e il suo profumo, il paesaggio con punta Punta Imperatore da un lato e Punta Caruso dall'altro e l'orizzonte dove va a dimora il sole.

La Chiesa

Salendo una larga scala si giunge al sagrato della chiesa, dove sulla destra sono poste cinque croci. Al centro del sagrato, davanti al portale, sporge un pianerottolo a pianta semiellittica il cui parapetto è decorato con maioliche raffiguranti soggetti religiosi e motivi floreali.
La chiesa del Soccorso fu costruita nel 1791, rifatta nel 1864, ma il primo edificio risalirebbe al 1350, come riportato in una relazione presentata dal priore, datata 2 aprile 1650, conservata nell'Archivio generale degli Agostiniani Eremitani a Roma , dove si legge che il convento fu eretto circa 300 anni prima.
Infatti, la chiesa era un tempo un convento di frati Eremitani, successivamente abolito in virtù della bolla d'Innocenzo X.
L'architettura è molto semplice ma nello stesso tempo elegante.
La facciata è di colore bianco.
Sul lato sinistro si erge il piccolo campanile con cuspide piramidale in stile gotico.
Nel la chiesa sono visibi l i :
• Un antico crocifisso probabilmente del 1500 trovato in mare oggetto di particolare
devozione. Una leggenda popolare (cfr. Vuoso, 2002, p. 107) racconta che il Crocifisso ligneo fu portato nella chiesa del Soccorso da marinai costretti da una forte tempesta ad ancorare nella baia sottostante la loro nave diretta in Sardegna. Quando il mare si calmò, i marinai tornarono a riprendere la scultura, ma non riuscirono ad uscire dalla chiesa perché la porta scompariva. Dopo tre tentativi si arresero e la lasciarono lì. Il Crocifisso del Soccorso si rivelò miracoloso;
• Un dipinto del 600 "S. Agostino con S. Monica e S. Nicola da Tolentino" del pittore foriano Cesare Calise;
• Alcuni dipinti del 1700;
• Un'acquasantiera in marmo con iscrizioni latine, greche e arabe;
• Pavimento decorato con fiori e stelle del 1700;
• Mattonelle maiolicate con motivi floreali e soggetti religiosi del 1700 che rivestono il
parapetto del pianerottolo e i muretti laterali della gradinata di accesso alla chiesa;
• Modellini di barche da pesca e velieri di legno sistemati sull’architrave e sui cornicioni della chiesa.

La Colombaia Museo Luchino Visconti Forio Ischia

è una stupenda villa, storica residenza estiva del grande regista Luchino Visconti, costruita tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900.
La villa dopo anni di abbandono è stata acquisita al patrimonio pubblico,ed è sede oggi di una Fondazione, di un Museo dedicato al regista e di una Scuola Internazionale di Cinema e Teatro.
La fondazione promuove attività di formazione e alta specializzazione per le arti e lo spettacolo.
Realizza proprie produzioni, organizza eventi culturali, interviene a sostegno di progetti di valorizzazione della culturale e dei beni culturali, gestisce il Museo Visconti e i centri di documentazione collegati, tiene ogni anno il Premio Internazionale intitolato al Maestro e posto sotto l'Alto patronato del Presidente della Repubblica.
Il Museo Visconti, che si trova in un'ala della villa, contiene immagini, costumi di scena, cimeli e documenti del famoso regista.
Vi consigliamo quindi, una visita a questa stupenda villa, che si trova nel bosco di Zaro Forio d’Ischia e dalla quale si può ammirare un panorama mozzafiato.

IL TORRIONE FORIO D’iSCHIA

La storia delle fortificazioni isolane, iniziò nel IX sec., quando si sentì forte, l'esigenza di proteggere le coste dell'isola d'Ischia dalle invasioni saracene.
Tuttavia la costruzione di vere e proprie fortificazioni munite di armi da fuoco si realizza solo nel XVI sec., ovvero nel periodo in cui dapprima riaffiora e poi dilaga la pirateria organizzata.
La presenza delle "guarno" (guarnigioni) dislocate lungo le marine, si dimostrò insufficiente, specialmente nel territorio di "Furio" (oggi Forio), dove la piccola popolazione dovette abbandonare l'incantevole marina di Citara, per ripararsi in un luogo più alto e più sicuro, ove oggi nasce l'abitato di S. Vito, vero e proprio centro storico dell'attuale comune di Forio d’Ischia.
La quiete del tranquillo casato di Forio d’Ischia, veniva troppo spesso infranta dalle continue incursioni delle flottiglie Saracene, alle quali subentrarono poi quelle dei Turchi e dei loro sudditi della Barberia (Marocco, Tunisia, Algeria). L'intervento dell'autorità civile e religiosa, ma anche quello delle nobili famiglie foriane, fu ingente e di vitale importanza, per salvaguardare l'incolumità della popolazione locale.
Nel 1480 si concluse la costruzione della prima e più importante fortificazione presente sul territorio del comune di Forio d’Ischia: IL TORRIONE.
Realizzato a spese dell'Università di Forio d’Ischia, è una costruzione a pianta circolare, realizzata su uno spuntone di roccia tufacea nel centro cittadino, strategicamente disposto per dominare dall'alto sulla calata del porto.
La torre, si presenta elevata su due livelli, accessibile anticamente mediante una scala di legno amovibile.
Il piano inferiore, anticamente inaccessibile dall'esterno, veniva usato come deposito per le scorte alimentari e per l'artiglieria, al suo interno era stata costruita anche una piccola cisterna, oggi in disuso ma in passato utilizzata per raccogliere le acque piovane.
Il primo piano era il luogo ove alloggiava la guarnigione (circa dieci uomini) al comando di un torriere; che aveva il compito di avvistare le navi nemiche svolgendo il ruolo di "vedetta principale" e di dare l'allarme e quindi preparare la difesa.
Il Torrione infatti, nella parte superiore, ovvero la terrazza difesa dalla caratteristica merlatura a parapetto pieno, era munito di quattro cannoni di bronzo che, sfruttando la pianta circolare della costruzione, garantivano una completa visuale e la difesa da tutte le angolazioni possibili.
Considerato che la poderosa fortificazione costituì un efficace metodo di difesa dalle invasioni turchesche, la popolazione foriana iniziò a costruire sul territorio numerose costruzioni similari al Torrione come si evince da una relazione redatta nel 1576:
"in lo… Casale di Forio d’Ischia si vedono edificate sette torri …, ben munite d'arme, ne le quale se ponno salvare la gente…, quando è correria de Turchi."
La costruzione di questi edifici, continuò fino agli inizi del '700, anche se molte erano ormai considerate vere e proprie case-torri, visto che la maggior parte di esse erano state costruite dalle nobili famiglie del luogo, che ne avevano fatto la loro dimora.
In tutto, sono state edificate dal 1480 fino ai primi decenni del '700 sedici fortilizi strettamente collegati fra loro, a cui vanno aggiunti altri cinque costruiti nel casato di Panza, alcune a pianta circolare come il Torrione, altre a pianta quadrata.
Molte di queste torri ancora oggi sono visibili e residenza di alcune famiglie, mentre il Torrione dopo una prima opera di restauro è adibito nella sala inferiore a museo civico, mentre nella sala superiore ospita una collezione del famoso artista foriano Giovanni Maltese che dal 1883 per circa trent'anni ne fece la sua dimora.
A chi raggiunge Forio (Ischia) dal mare, il Torrione si presenta in tutta la sua imponenza, quasi a voler ancora proteggere con la sua ombra la gente di Forio che ne ha fatto il suo simbolo.

Ischia BY NIGHT

Il by night di Ischia è veramente una perla nella stagione estiva, un pò meno in quella invernale ma pur sempre divertente.
Si parte dalle discoteche, e ne troviamo 3 nel comune di Ischia Porto e una in quella di Forio.
C'è un gran flusso di gente che si riversa in questi locali la notte per potersi divertire al meglio, e queste discoteche di Ischia fanno di tutto per portare attrazioni ai fini di un miglior coinvolgimento delle persone.
Per chi vuole passare una serata più tranquilla ci sono dei pub molto carini, con musica soft dove si possono consumare buoni cocktail e ottimi stuzzichini.
Le Paninoteche sono veramente il punto di forza delle persone che amano quei cibi veloci, infatti sono veramente molte le specialità che questi locali offrono ai loro clienti.
L'aperitivo anche è una delle gioie che sempre più prende piede in Italia e ci sono tantissimi bar che offrono a costi bassi una bevanda da accompagnare a piccoli stuzzichini preparati appositamente per tale avvenimento.


 
 
 
 
Copyright © 2005 Autonoleggio In Scooter
Noleggio Auto Ischia,Noleggio Scooter Ischia,Noleggio Bici Ischia,Noleggio Pulmini 7 e 9 posti a Ischia
Tel./Fax 081 998513 Cell/Mobile 320 4218039
Via Monsignor Filippo Schioppa. P.IVA 04610161210
(di fronte Banca Monte Paschi di Siena Forio) a soli 200 m.dal Porto di Forio d'Ischia